Artisti #withRefugees / Artur Zwijemski
Artur
#Żmijewski

Artur Żmijewski (Varsavia, 26 maggio 1966) è un artista polacco, regista e fotografo. Tra il 1990 e il 1995 studia all’Accademia di Belle Arti di Varsavia. Cresce sotto le istanze del comunismo sovietico e al tempo stesso vive l’affermarsi di ideologie opposte, come quelle capitalistiche. È autore di cortometraggi, video e mostre fotografiche, che sono state presentate in tutto il mondo.
Dal 2006 è direttore artistico della “Krytyka Polityczna”. Grazie al ruolo assunto nel giornale, Zwijemski si interroga a lungo sul ruolo dell’arte e sulla sua posizione artistica. Il suo articolo Stosowane Sztuki Społeczne (Applied Social Arts) pubblicato in KP (2007, 1112) è stato ampiamente discusso, poiché pone una domanda cruciale: l’arte contemporanea ha un impatto sostanziale sulla società?

“Come funziona davvero l’arte? Come cambia la realtà, come influisce sul corpo sociale, come si comporta con problemi locali chiaramente definiti? Ha il potenziale di offrire qualcosa di più di un semplice spettacolo? È un agente della politica, o solo lubrificazione per le campagne elettorali? L’arte può essere politicizzata? Gli artisti torneranno a una politica reale, sostanziale, o saranno soddisfatti del suo formato accessoriato “minimo politico”?
Il lavoro di Zmijewski è dunque fortemente provocatorio, sia per i suoi soggetti che per il pubblico. Con scarsa preoccupazione per l’etica liberale compiacente, molti dei suoi lavori video trattano lo stigma traumatico del passato, lo sterminio degli ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, nonché le difficili relazioni polacco-ebraiche. Nei suoi documentari in stile TV, alcuni gruppi politici opposti si scontrano, le persone giocano nude in una camera a gas, un vecchio ri-tatua il suo numero di campo di concentramento sbiadito. Le persone e le strutture di potere sono dunque spogliate (a volte letteralmente), per mostrare la loro essenza, esponendo fondamentali problemi che perseguitano l’umanità.
Zmijewski costruisce domande intorno ai limiti dell’aiuto, della compassione e dell’empatia, mettendo in discussione anche il meccanismo stesso del processo di riabilitazione – l’equazione delle disparità – che si trasforma in oppressione fisica”.

Significativo per comprendere la sua posizione è il lavoro che ha portato a Zmijewski il riconoscimento internazionale nel 2007: “Them”, presentato per la prima volta a Documenta XII. Nell’opera si riuniscono a Varsavia quattro gruppi con visioni contrastanti – membri della gioventù polacca nazionalista, un gruppo di giovani ebrei liberali, un gruppo di persone di sinistra e un gruppo di donne cattoliche – in una situazione di laboratorio. Invitati a creare uno striscione che rappresenti la loro idea di Polonia, i gruppi iniziano a discutere le loro differenze. Quando sono invitati a modificare gli striscioni degli altri, la pazienza si dissolve sottile e la discussione esplode in aggressività.